I colpi di fulmine del mese di dicembre: idee regalo sotto i 100€

Una rubrica molto consumistica sugli oggetti che ogni mese mi rubano il cuore.

Idee regalo a meno di 20 euro

Set pausa pranzo Emergency

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Disco LP Vinile di Frank Sinatra “Frank’s Christmas Greetings”

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Taboo, gioco in scatola

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Idee regalo a meno di 50 euro

Vestaglia in velluto Oysho

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Libro di ricette e racconti di Natale

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Cofanetto trattamento viso al carbone

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Idee regalo a meno di 100 euro

Plaid in pelliccia sintetica

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Rinoceronte gigante Lilliputiens per bambini da 0 a 3 anni

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Cassa bluetooth portatile e waterproof JBL

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Nessuna affiliazione, solo voglia di condividere queste bellezze scoperte nel web!

Mele di San Nicolò: come realizzarle con i tuoi bambini

C’è una tradizione, dove sono nata io, che è una delle poche attività folkloristiche che aspetto con ansia come preludio del Natale.

Il 6 dicembre, in occasione del Santo Patrono della città di Lecco San Nicolò, i bambini ricevono in dono e realizzano delle belle mele decorate che rappresentano il santo. Continua a leggere Mele di San Nicolò: come realizzarle con i tuoi bambini

Frozen II – recensione di una profana innamorata di Olaf

Di cinema, io non ci capisco poi molto. Non è raro che apprezzi mappazzoni indigesti ai più, così come che mi trovi dubbiosa circa pellicole super apprezzate.

Fatta questa doverosa premessa in cui metto bene in chiaro che NO, non sono una critica cinematografica né mi atteggio a tale e Sì, quello che segue è solo il parere personale di una tizia a caso che porta il figlio al cinema a vedere un film Disney e poi lo commenta come farebbe con le amiche, vi racconto di seguito impressioni e considerazioni (personali, l’ho detto?) sul sequel di uno dei più amati capolavori Disney: Frozen II.

Per cominciare, devo ammettere che mi aspettavo un’affluenza molto maggiore. La pellicola è uscita nelle sale mercoledì 27 novembre, e sabato 30 alle 15.30 noi eravamo al cinema; sono entrata nell’atrio con gomiti alti a protezione dei pop-corn, convinta di essere presto sopraffatta dalla folla in delirio, e invece non eravamo in molti a sedere sulle poltroncine morbide in attesa dell’inizio del film.
Dopo i soliti trailer e l’altrettanto solita pubblicità spaccatimpani, finalmente è iniziata la proiezione, intervallata da 10 minuti scarsi per fare pipì.

Il film ha inizio con un tuffo nel passato, prima che succedesse il pasticcio che è successo e ad Anna venissero rimossi i ricordi relativi alla magia.
Giusto il tempo di goderci voyeuristicamente il calore della famiglia reale, che veniamo riportati nel presente, in cui calore e allegria sono sempre protagonisti.
Ritroviamo i nostri personaggi del cuore, e dopo una canzoncina su come le cose belle non cambino mai (illusi!), Elsa inizia a sentire una voce e, indovinate un po’? Tutto inizia a cambiare.

La prima impressione, che ci siamo scambiati a caldissimo P. (il papà) e io, è che il film è stato lungo.
Non in senso stretto, la durata non era affatto eccessiva in termini di minuti, ma per qualche motivo mi sono trovata a sperare che finisse ben prima della fine. E si è trattato di un’opinione condivisa, a giudicare dai brusii iniziati in sala con una ventina di minuti d’anticipo rispetto ai titoli di coda.
Credo sia in parte a causa alle canzoni che, se nel primo film sono state uno dei punti di forza dello spettacolo, nel sequel risultano quasi forzate e decisamente troppe, come se fossero state “messe lì” perché questo era quel che il pubblico si aspettava. Quasi tutte, poi, mancano di energia e di quel qualcosa in più che te le fa apprezzare già al primo ascolto – che poi è a mio parere ciò che distingue una bella canzone da una che può vantare giusto l’orecchiabilità del motivo.

La storia è carina, a tratti emozionante, anche se il finale è un poco banalotto – ma in fondo è una favola per bambini, e quindi è anche giusto sia così.

Mi è piaciuto moltissimo come è stato sviluppato il personaggio di Olaf, alle prese con i dubbi e i dilemmi filosofici della maturità, pur continuando a rappresentare l’elemento comico della storia (e fa ridere davvero!).
Impossibile non empatizzare con l’innamoratissimo Kristoff, che proprio non riesce a trovare il modo di chiedere ad Anna la sua mano. Sparisce quasi, invece, Sven: e di questo mi dispiace.

Le vere eroine restano le due sorelle, proprio come nel primo film. Nel sequel, però, viene riservato un po’ più di spazio a Elsa (mi sono sempre chiesta come mai fosse lei il personaggio preferito da gran parte delle bambine, quando quella che fa gran parte del lavoro in Frozen è Anna. In questo film la disparità viene completamente superata).

I nuovi personaggi presentati ricoprono ruoli marginali.

Veniamo ora al sodo: il piccolo di casa ha apprezzato la pellicola?

Nì: gli è piaciuta, ma non particolarmente. Nonostante tutto è stato seduto mediamente in silenzio dall’inizio alla fine, pur con qualche lamentela sul finale, il che può considerarsi un successo.

Non aspettatevi, però, lo stesso impatto su grandi e piccini del primo film di Anna ed Elsa.
Anzi, forse la più grande pecca di questa pellicola è di non essere all’altezza di quel capolavoro che è Frozen (i paragoni tra i due film vengono da sé, e il primo aveva creato in noi aspettative altissime), pur restando un film Disney che vale la pena di guardare. Ci fosse stata qualche canzone in meno, più volentieri.

Lettera d’amore al miglior marito possibile, per me.

Dal mio ex-blog fu Pannolini&Decollètè.

Lo so che non è un post il modo giusto per dire grazie, ma è un modo come un altro per raccontare quanto tu sia speciale per me. Tra i tanti ho scelto te: scelta arguta la mia. Eppure all’inizio mica lo sapevo. Sono andata a naso, e per una volta l’istinto ha detto giusto. Continua a leggere Lettera d’amore al miglior marito possibile, per me.

Verdure nascoste: due ricette con gli spaghetti di zucchine e di cetrioli

Hai mai sentito parlare di spaghetti di zucchine, o zoodles (dall’inglese zucchini+noodles)?
Si stanno diffondendo molto negli ultimi anni insieme con l’interesse per il veganesimo ed il raw food, e sono un ottimo modo per consumare quest’ortaggio crudo o appena sbollentato, per renderlo un po’ più morbido e appetibile al palato dei bambini.

Gli spaghetti di verdure sono molto semplici da preparare, a patto di poter utilizzare uno di questi due strumenti: uno spiralizzatore, davvero utile per chi prepara spesso questo piatto, oppure un temperino da cucina, meno preciso del collega precedente ma perfetto per chi cerca semplicità e rapidità.
L’utilizzo di entrambi gli strumenti è semplice e intuitivo, e permette di realizzare in pochi minuti gustosi spaghetti partendo da zucchine, cetrioli, carote, barbabietole, …

Una volta ottenuti gli spaghetti, questi si possono condire con sughi tradizionali (sugo di pomodoro, pesto, ragù di verdure, legumi, etc.) o con quello che si preferisce, per esempio utilizzando le ricette che trovi di seguito.

Spaghetti di zucchine al salmone 

Taglia a listarelle 100gr. di salmone affumicato e mettilo in una ciotola con 1/2 avocado ben maturo a cubetti, il succo di un limesalsa di soia e olio extravergine di oliva a piacere.

Lascia marinare in frigorifero, coperto da pellicola, per almeno 30 minuti, mescolando di tanto in tanto

(Se non ti fidi del salmone affumicato per i bambini, puoi passarlo velocemente in padella).

Prepara gli spaghetti con 1 zucchina, aggiungili alla ciotola con il condimento, mescola e lascia riposare per almeno altri 20 minuti (ma più tempo è, meglio è)

Spaghetti di cetrioli con sott’aceti e Philadelphia

Prepara gli spaghetti utilizzando 1 cetriolo sbucciato non troppo maturo.

Condisci con 1 piccola barbabietola (o mezza grande) tagliata a cubetti, due cucchiai di funghetti sott’acetoolive nereolio evo e origano.

Mescola bene e servi accompagnato con delle gustose quenelle di Philadelphia o altro formaggio cremoso.

Altre idee sparse per cucinare gli spaghetti di verdure

  • Spaghetti di zucchine con crema ai peperoni;
  • Spaghetti di carote al burro e parmigiano;
  • Spaghetti di zucchine con pesto di rucola (attenzione: essendo un po’ amari sono in genere poco apprezzati dai bambini);
  • Spaghetti di cetrioli con pomodorini confit e gamberetti;

Appunti di vita: ogni volta che mi accade di essere felice

Non può piovere per sempre, e la pioggia infinita di questo novembre pare ce la siamo lasciata alle spalle – il che mi pare un ottimo incipit per l’ormai solita rubrica riguardo le cose belle della settimana. Continua a leggere Appunti di vita: ogni volta che mi accade di essere felice

Viaggio a Disneyland Paris: la nostra esperienza con un bambino di 3 anni

Durante il nostro viaggio novembrino a Parigi abbiamo deciso di fare una capatina a Disneyland Paris, una decisione nata anche (ma non solo) dal senso di colpa di aver fatto il viaggio di nozze di Giugno senza L., il nostro bambino.
Come perdonarci per essere stati nella giungla e in un paradiso tropicale senza di lui? Ovviamente nessun posto sarebbe stato meglio di Disneyland Paris. Nessun posto compatibile con il nostro budget viaggi post-Malesia, almeno. Continua a leggere Viaggio a Disneyland Paris: la nostra esperienza con un bambino di 3 anni

Brunch fatto in casa. Ricette e consigli per preparare un menù da leccarsi i baffi

L’altra mattina mi sono svegliata con la pioggia che batteva sui vetri e il frigorifero pieno, e l’occasione mi è parsa ghiotta per preparare finalmente il brunch che aspettavo da mesi. Continua a leggere Brunch fatto in casa. Ricette e consigli per preparare un menù da leccarsi i baffi

Terzo trimestre: pensieri e ragguagli sulla seconda gravidanza all’inizio del settimo mese

Barcamenarsi nel caos dei mesi di gestazione è cosa tutt’altro che semplice, anche quando ci sei già passata una volta e dovrebbe tutto essere più conosciuto. In realtà il complicato conteggio delle mensilità viene rimosso in tempo zero, e a distanza di quattro anni nel cervello non c’è altro che una tabula rasa.

Ci ho messo un buon quarto d’ora ma, calendario alla mano, sono infine riuscita a capire (forse) che proprio oggi entro nel settimo mese, varcando la soglia del terzo trimestre: quello più duro, dicono; quello che alla fine ti scoccia e non se ne può più; quello delle caviglie gonfie e i calci da karateka dal di dentro della pancia; quello che vorresti piegarti per allacciare le stringhe ma col piffero che ce la fai.

Le differenze con la prima gravidanza non si contano. È cambiata la gestazione, è cambiato il contesto, sono cambiata io.
Quand’ero in attesa di L. ho riposato tanto. Dormivo fino a tardi e passeggiavo spesso, complice la necessità di staccare prima dal lavoro (sono andata in maternità anticipata) e l’assenza di pargoli in età prescolare per casa. Cucinavo, mi coccolavo con lunghe docce e frizioni di oli vari, mi dilettavo a cucinare cibo sano e girovagavo per negozi per neonati.

Oggi il riposo è qualcosa che non vedo nemmeno con il binocolo: L. mi vuole per sé, la casa (più grande di prima) pure, il cane ha le sue esigenze, e per il momento continuo a lavorare la giornata piena.
P., mio marito, mi aiuta ma, ‘nzomma, non è che apporti grandi vantaggi (voi non diteglielo però, che lui s’impegna tanto). Dormo pochissimo, e la forzata limitazione della caffeina non aiuta. E nemmeno l’astensione da un sacrosanto e rilassante calice di vino ogni now and then, come dicono le persone cool.

A dirla tutta, nonostante buona parte dei nove mesi siano dietro alle mie spalle e non possa sdraiarmi senza ricevere un calcione nello stomaco, abbia avuto nausee e acidità di stomaco e stia soffrendo molto di più i malesseri tipici della gestazione rispetto alla prima gravidanza, non credo di essere ancora consapevole al 100% di essere incinta.
Quasi come non abbia il tempo di pensarci nella quotidianità, spesso e volentieri mi dimentico di questo pancione, salvo poi avere un’improvvisa illuminazione quando mi accorgo che no, in questo piccolo spazio non ci passo, o che arrampicarmi per raggiungere il maglione in cima all’armadio mi costa più fatica del previsto. O tutto il resto. Sarà anche che indosso quasi sempre vestiti larghi e quasi nessuno si accorge della situazione, se non esplicitamente informato, e dunque non ricevo mai alcuna piccola premura (saltare le file al bagno e quelle cose lì).

È una sensazione ben strana, e non avulsa da qualche senso di colpa per la poca attenzione che mio malgrado dedico a me stessa (e indirettamente a V.) durante questo periodo delicato.

Comunque sia, nel trimestre che ho davanti sarà doveroso entrare al davvero nell’ottica del parto in avvicinamento.
Dovremo scegliere un ospedale e visitarlo, organizzarci logisticamente per la gestione di L. mentre sarò ricoverata, preparare il borsone da portare con me, tirare fuori da solai e cantine (e pulire) quel che si può riciclare e comprare il resto. Preparare L., e prepararci a dare il meglio di noi come genitori, per gestire probabili gelosie e altrettanto probabili carenze di sonno.

Per ora L. sembra aver preso bene la notizia dell’arrivo della cicogna, ma credo che dopo la nascita qualche piccolo screzio sarà inevitabile: a quattro anni non dev’essere per nulla facile passare da essere l’unico cocco di casa a fratello maggiore, con le piccole responsabilità quotidiane che questo ruolo comporta.
Un aneddoto: è stato pochi giorni fa che, parlando a V. attraverso il mio ombelico, L. l’ha così informata: “Ciao V., sono L. Io sono il tuo capo“. Mette subito le cose in chiaro, molto bene. Molto, molto bene. Forse sarà più dura del previsto.

Ci aspettano mesi intensi davanti ma, ehi, come si dice: il meglio deve ancora venire.