Appunti di vita: ogni volta che mi accade di essere felice

Se avessi una moneta per ogni volta che ho dimenticato un coriandolo di felicità vissuta, probabilmente adesso non sarei comunque ricca, ma potrei permettermi un breve viaggio a Londra, per mangiare di nuovo gli squisiti noodles di Camden Town prima che Brexit renda potenzialmente tutto più complicato. Ah, e Fish&Chips. Non si può andare a Londra e non abbuffarsi di Fish&Chips.

Così ho pensato che in effetti potrei scriverne, di ogni volta che mi accade di essere felice, anche solo per il tempo di un baluginio negli occhi, per fissarlo nella mente a colpi di loctite (e di tastiera).

Cose belle che capitano, settimana dal 29 settembre al 5 ottobre

Paolo, mio marito, si è di nuovo assentato una notte per lavoro; le sere senza di lui sono un po’ più lunghe e sregolate e soffro la stanchezza di dover pensare proprio a tutto io; ma quando succede che lui parte, nel momento in cui finalmente noi che siamo rimasti (io, il bimbo, il cane) ci nascondiamo sotto il piumone e ci accoccoliamo vicini, mi piace chiudere gli occhi perdendomi nel ritmo del loro respiro.
Mentre dormono leggo un po’ – o faccio la spesa con l’app – e schiudo le labbra silenziose sui capelli dell’uno, prima, e il muso della seconda, poi, in baci segreti di cui loro non sapranno mai ma che proteggeranno i loro sogni e il loro futuro, son sicura.
Poi sprofondo nel cuscino, in un sonno sempre più leggero man mano che la pancia cresce.

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Ho ricominciato a pubblicare cose, sproloqui per lo più; comunque scrivere mi mancava. Amavo il mio vecchio blog e ogni tanto mi assale una malinconia lieve per quel che non c’è più: quei testi persi, quelle parole sparite con un click.
Però era giusto così, in fondo, le cose quando finiscono non si possono trascinare;  non fa bene a noi, che ci crucciamo, non fa bene a loro, che diventano motivo di cruccio. Forse un giorno, chissà, ricomincerò anche a fare qualche foto che parli di noi per noi. Per ora ho ripreso a ticchettare sulla tastiera con un nuovo progetto ancora un po’ confuso in mente: è già una grande soddisfazione dimostrazione d’amore verso ciò che sono – e non solo quel che devo essere.

Ho scoperto un canale Youtube che mi ha fatto rinascere la voglia di mangiare sano come quando in un posto che faceva da mangiare veg&healthy ci lavoravo dentro, una vita fa.
È incredibile come a 30 anni (31) si possa già parlare di vite andate, in cui tutto era così diverso da non sembrare altro che un sogno sfocato, ora.
Io, di vite, ne ho avute almeno 4: una vita fa giocavo per strada a quattro caselle; in un’altra studiavo e andavo spesso, così spesso, a ballare: un giorno a pogare con gli anfibi, un altro in discoteca coi tacchi a spillo a inizio serata e, a volte, scalza alla fine. Questa è la vita pre-Paolo, pre-mutuo, pre-responsabilità vere con conseguenze vere. La vita delle fondamenta.
Nella terza vita imparavo a convivere, a cucinare la cena, a fermarmi trafelata dopo il lavoro, con i piedi stanchi dentro a scarpe con un tacco discreto, a comprare il pane – quel che resta signora (signora?!), se viene a quest’ora non è che può pretendere più di due arabi e una tartaruga. Imparavo ad amare con gli occhi cisposi e l’influenza, in una nuova quotidianità più adulta e completa. Imparavo a fare una lavatrice, più o meno.
Questa vita è finita in un piovoso giorno di marzo, sotto alla luce verde di una farmacia con un test di gravidanza in mano. Oppure in una notte serena di novembre, con un fagotto appena arrivato tra le braccia e il petto.
E poi c’è la vita di adesso, quella del cambio di casa, dei cambi di lavoro, delle porte sbattute in faccia perché sei donna e mamma e delle rivincite su queste barbare persone, delle occhiaie più marcate e degli egoismi messi da parte almeno un po’, del non fermarsi mai, nemmeno per dormire, che le notti non son notti senza due, tre, dieci, mille risvegli. Delle domande ‘chissà cosa sarebbe stato se‘, delle risposte ‘forse diverso, forse migliore, ma non cambierei un battito di ciglia’ – che è un attimo passare da Eyelashes effect a Butterfly effect, e io di questa vita non voglio cambiare proprio niente, nemmeno i problemi, che tanto ci stiamo lavorando.
E comunque il canale Youtube si chiama Cucina Botanica e, vi assicuro, mi piace assai.

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Ho mangiato il riso basmati col salmone; Leo e io lo adoriamo, il basmati col salmone e tantissima salsa di soia. Paolo no, lui è fedele alla tradizione e preferisce la pasta al tonno – ma tanto lui era a Torino per lavoro, per cui.
L’abbiamo impreziosito con avocado e qualche pisello, e abbiamo entrambi fatto il bis – ma un po’ l’abbiamo condiviso anche col cane.
E poi, siccome era avanzato tanto riso, il giorno dopo abbiamo mangiato il basmati con i ceci e la zucca, e sempre tanta salsa di soia e questa volta un po’ di sesamo, e anche questo piatto mica scherza.

Restando in ambito gastronomico, ho scoperto che il cocomero barattiere è qualche cosa di sopraffino.

Abbiamo passato una domenica molto carina, iniziata con un brunch in uno dei California Bakery di Milano, quello dietro il Duomo.
Abbiamo mangiato cose che fanno molto bruch: un bagel con salmone e capperi e altre cose e spinaci con uvetta di contorno (io), un club sandwich e patatine fritte (Paolo), uova all’occhio di bue, ribattezzate “da pucciare” perché se non si puccia il pane nel tuorlo si gode solo a metà (Leonardo).
Questo pranzo accompagnato da caffè americano e spremuta d’arancia ci è costato un paio di organi interni (per il prezzo elevato, lungi da me creare ambiguità) ma è stato comunque una soddisfazione per le papille gustative.
Poi abbiamo fatta tappa all’Acquario Civico di Milano (sì, Milano ha un acquario. Incredibile vero?!): è piccino ma accogliente, ricco di pesci di lago e poco altro.
Qui abbiamo scoperto che le trote, quando ti fissano, possono essere parecchio inquietanti.

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L’UPS mi ha consegnato un pacco speciale: 3 DVD Disney che avevo comprato in offerta su Privalia.
Così, sul divano tra prima e dopo cena, che non è proprio sera perché noi si va a letto sempre alle 21.30 al massimo – al sonno non sappiamo resistere e poi domani la sveglia è alle 6.15 – abbiamo chi guardato e chi riguardato Basil l’Investigatopo (lo amo), Up (lo amano tutti) e Hercules, e adesso giro per casa cantando a squarciagola la canzone di Alex Baroni, modulando anche la voce ma tanto son lo stesso un campanaccio, e Leo racconta a tutti dell’Idra a tante teste, piccolo amante della mitologia ellenica.

Son tante cose, per una settimana sola. E io che rischiavo di dimenticarmele.

Pubblicato da

Alicecream

30 anni e qualcosa. La vita con un figlio, un marito, un cane, un mutuo e una buona dose di ansia. Searching for common poetry in daily life

1 commento su “Appunti di vita: ogni volta che mi accade di essere felice”

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